RAI 3 regione Liguria visita Velva:
Sabato 12 Settembre Velva ha ospitato il cantautore Marco Cambri accompagnato da Laura Merione, violinista e etnomusicologa e Marco Cravero, versatile chitarrista con alle spalle illustri collaborazioni .
Il sagrato della Chiesa di San Martino, a Velva, si è riempito di musica, persone ed emozioni per una serata davvero speciale, insieme a Marco Cambri e ai suoi musicisti. 🎶🎵
La splendida cornice del centro storico , la musica, la profondità delle parole e la partecipazione del pubblico hanno creato un’atmosfera semplice e suggestiva 🌙, di quelle serate che ci ricordano quanto sia bello ritrovarsi, vivere i nostri luoghi e sentirsi parte di una comunità. ✨
Un grazie di cuore a Marco Cambri, per averci regalato la sua musica e averci emozionato 🎼; grazie a tutti coloro che hanno partecipato e a chi, con il proprio lavoro, la propria disponibilità e il proprio impegno, ha contribuito alla riuscita della serata. 🙏
Grazie a tutti per essere stati con noi! 🌟
🌙 Velva vi aspetta per nuove occasioni da vivere insieme.
2 ore di musica e canto che sono volate, tra emozioni, energia e momenti davvero speciali! Un talento che si fa sentire e un'atmosfera che conquista dall'inizio alla fine..❤️
Grazie davvero agli organizzatori.
La musica di Cambri ha un sound davvero particolare e coinvolgente, capace di trasmettere emozioni autentiche e lasciare il segno. 🎶✨ Ha uno stile fresco e riconoscibile, con un’atmosfera che cattura fin dal primo ascolto. Si sente una bella personalità artistica, e ogni brano riesce a creare una connessione speciale con chi ascolta. Davvero tanta qualità e talento! 🔥
Qui sotto un frammento del concerto:
Domenica 23 agosto, nel cuore dell’estate, Velva ha vissuto una serata davvero speciale.
Per un’ora, tra i caruggi e le case dell’antico paese, la musica e la danza dell’India del Nord hanno incontrato il paesaggio, la storia e il pubblico di Velva, creando un dialogo sorprendente tra mondi apparentemente lontani.
Il concerto “Intrecci di musica e corpo” del trio Kalyāṇ Ṭhāṭ ci ha accompagnato in un viaggio nella tradizione della musica classica indostana, attraverso rāga, ṭhumrī e momenti di improvvisazione.
Il suono del sitār, della bāṅsurī, dei tablà e del tānpurā si è intrecciato con la danza, dando vita a un’esperienza fatta non soltanto di musica, ma anche di ascolto, movimento e presenza.
C'è qualcosa di particolare nell'ascoltare una musica così lontana dalla nostra cultura in un luogo come Velva.
Un piccolo paese dell’entroterra ligure, immerso tra i monti e non lontano dal mare, ha accolto per una sera suoni, strumenti e gesti appartenenti a una tradizione millenaria.
E proprio questo incontro ha reso la serata così affascinante.
Il pubblico ha seguito con grande attenzione ogni momento del concerto, lasciandosi guidare da ritmi, melodie e movimenti forse nuovi per molti dei presenti. Senza bisogno di comprendere ogni elemento della tradizione, era possibile lasciarsi semplicemente trasportare dall'atmosfera, dalla bellezza dei suoni e dal dialogo fra i musicisti e la danzatrice.
La musica classica indostana nasce da una tradizione profondamente legata all'ascolto, all'improvvisazione e alla relazione fra i musicisti.
A Velva, questa tradizione ha trovato uno spazio nuovo, entrando in relazione con un pubblico curioso e attento.
Suoni e gesti hanno attraversato lingue e culture diverse, fino a diventare qualcosa di immediatamente comprensibile: un'emozione condivisa.
È stato forse questo il momento più bello della serata: vedere come una tradizione nata a migliaia di chilometri di distanza potesse trovare una casa, anche solo per un'ora, in un piccolo paese della Liguria.
Velva è un luogo dove la storia si incontra ancora con la vita quotidiana.
Passeggiando nei suoi caruggi, si incontrano architetture, angoli e tracce di un passato profondamente legato alla vita dell’entroterra ligure. Ma un paese non vive soltanto attraverso ciò che conserva: vive anche attraverso ciò che accade oggi.
Una serata come questa ne è stata una bella dimostrazione.
La musica indiana è arrivata a Velva da lontano, ma l'incontro è avvenuto qui: fra le persone del paese, chi è venuto da fuori, gli artisti e il luogo stesso.
Ed è forse proprio questo che rende interessanti i piccoli paesi: la possibilità di incontrare qualcosa di inaspettato, in un contesto autentico e lontano dai grandi circuiti.
Un grazie speciale agli artisti del Kalyāṇ Ṭhāṭ e a tutte le persone che hanno partecipato e contribuito a rendere possibile questa serata.
Ci rimangono le immagini, i suoni e le emozioni di un incontro che ha intrecciato musica, danza, culture e persone.
E se non eravate con noi quella sera, Velva è sempre qui.
Venite a scoprirla con calma, passeggiando tra i caruggi, respirando l'aria dell'entroterra ligure e lasciandovi sorprendere da quello che può succedere in un piccolo paese.
Perché a volte non serve andare lontano per fare un viaggio.
Basta arrivare a Velva.
Complimenti di cuore agli amici che hanno ideato e organizzato questo bellissimo evento e a tutti coloro che hanno contribuito alla sua realizzazione.
Il sagrato finalmente ripristinato, i nuovi “caruggi” e la straordinaria atmosfera di Velva dimostrano quanto questo borgo abbia oggi la possibilità di ospitare eventi importanti e originali, capaci di valorizzarlo e di farlo conoscere anche attraverso l’incontro con culture diverse.
Sono davvero orgoglioso di vedere Velva protagonista di iniziative come questa. Complimenti a tutti e… alla prossima.
Una serata davvero particolare, capace di portare a Velva suoni, ritmi e atmosfere così lontani dalla nostra tradizione.
La musica, la danza e la bravura degli artisti hanno creato un’atmosfera coinvolgente, ma ciò che mi ha colpito di più è stato vedere come il pubblico abbia partecipato a questo incontro con curiosità e attenzione.
In un luogo così piccolo, vivere un’esperienza culturale di questo livello è qualcosa di prezioso. È bello vedere Velva aprirsi a mondi diversi e, allo stesso tempo, scoprire quanto questi mondi possano incontrarsi e parlarci.
Una serata che rimarrà nella memoria. Grazie a chi l’ha resa possibile!
Qui sotto un frammento del concerto:
Velva – 13 dicembre 2025
Velva, l’attesa del Natale ha preso forma tra un pomeriggio e una serata vissuti insieme.
Nel pomeriggio, l’arrivo di Babbo Natale e della sua “slitta” ha acceso lo stupore dei bambini, riportando tutti a un tempo fatto di sorrisi, immaginazione e attesa condivisa.
Con il calare della sera, la Chiesa di San Martino ha aperto le sue porte. Dentro, il silenzio carico di aspettativa, lo sguardo che si alza, il respiro che si ferma un istante prima dell’inizio.
Le prime voci hanno riempito la chiesa con naturalezza e forza, dando vita a un repertorio che racconta il Natale attraverso ritmo, spiritualità ed emozione. Il gospel, con la sua energia profonda, ha trovato a Velva uno spazio raccolto e autentico, dove ogni brano sembrava dialogare con chi ascoltava.
Il pubblico, ha seguito il concerto con attenzione e trasporto. In un clima semplice e partecipe, la musica ha creato un legame spontaneo tra interpreti e ascoltatori, trasformando l’ascolto in un’esperienza condivisa: voci che si rispondevano, mani che tenevano il tempo, emozioni che si riconoscevano.
Quando le ultime note si sono spente, la serata non si è conclusa.
L’Associazione Culturale Veleura, grazie al sostegno del Comune di Castiglione Chiavarese, ha offerto a tutti i presenti cioccolata calda, panettone e vin brulé. Un gesto semplice, capace di prolungare l’incontro e di trasformare il dopo-concerto in un momento di presenza, dialogo e calore umano.
Ci sono serate che non hanno bisogno di essere spiegate.
Restano, perché hanno saputo creare connessione.
Quella vissuta a Velva è stata una di queste.
Un evento che ha lasciato senza parole per la bellezza. Si è percepita la cura di ogni particolare fin dai primi passi nel carruggio, fino alla meraviglia del sagrato e alla magia all’interno della chiesa, che già di per sé ha qualcosa di speciale. Una volta insieme, la musica e le voci hanno creato un’energia straordinaria: un tutt’uno di voci, mani, corpi ed emozioni, tra pubblico e gruppo gospel.
La “grande bellezza” di questa esperienza è stata il sentirsi parte di un’umanità varia e presente, in cui la musica gospel ha creato un legame profondo e naturale. Un momento capace di aprire lo sguardo e generare un senso autentico di connessione.
Qui sotto un frammento del concerto: una delle canzoni che ha acceso la chiesa, coinvolgendo voci, mani e sorrisi.
Velva – 4 agosto 2025
Nel cuore antico di Velva, tra le pietre della Chiesa di San Martino e i suggestivi caruggi e vicoli del paese, si è svolto un concerto che ha toccato l’anima: il Berissi Quintet ha regalato una serata di musica intima e magica, capace di trasformare ogni nota in un piccolo incantesimo.
L’esibizione si è tenuta in uno spazio raccolto, dove il pubblico ha potuto vivere la musica da vicino, quasi a contatto con i musicisti. Ogni sguardo, ogni respiro, è diventato parte integrante del concerto, creando un dialogo delicato e profondo tra archi e fiati, in un racconto senza parole.
Il quintetto ha interpretato con grande sensibilità alcuni brani indimenticabili, tra cui cover di Amy Winehouse e Norah Jones, offrendo nuove sfumature a canzoni che hanno segnato intere generazioni. È stato l’ascolto sincero e l’attenzione degli spettatori, uniti alla bellezza dei luoghi, a rendere ogni pezzo un viaggio intimo, una carezza invisibile che ha avvolto tutti i presenti.
In quella sera d’estate, Velva si è trasformata in una casa per la musica, un rifugio di emozioni condivise. La potenza del suono si è intrecciata con l’incanto degli spazi, regalando un’esperienza unica che ha lasciato un’impronta indelebile nel cuore di chi c’era.
Il concerto del Berissi Quintet è stato più di una semplice esibizione: un incontro di poesia sonora e intimità, dove la musica ha trovato una luce speciale tra le pietre e i vicoli di Velva.
Velva – 1 agosto 2025
Nel silenzio raccolto della Chiesa di San Martino, tra le antiche pietre che custodiscono secoli di storia, si è svolto il suggestivo concerto “Cantate Domino”, con l’organista Timur de Angeli e la soprano Silvia Rovati.
La voce di Silvia Rovati, limpida e avvolgente, ha incantato il pubblico presente, intrecciandosi con la maestria di Timur de Angeli all’organo Mascioni Marin. L’intesa tra voce e strumento ha creato un’atmosfera intima, sospesa nel tempo, capace di trasformare ogni nota in un invito a cantare e ad ascoltare, un dialogo tra cielo e terra.
L’evento ha trasformato la chiesa in un luogo di contemplazione e meraviglia, dove la musica sacra ha riacceso l’anima del paese e dei suoi abitanti. La sacralità del luogo e la purezza delle melodie hanno offerto un’esperienza unica di comunione e bellezza, lasciando un ricordo indelebile a chi ha partecipato.
Dopo il concerto “Cantate Domino” uno dei nostri membri, Carla Sivori, ha voluto condividere le sue emozioni attraverso le parole. Il suo poema riflette la bellezza e la spiritualità vissute durante l’evento, unendo la memoria del luogo e la potenza della musica. Condividiamo con voi questo toccante scritto, che ci ricorda come l’arte possa toccare l’anima e creare legami profondi tra le persone.
Tu metti la tua chiesa di campagna, dove sei nata e sei stata battezzata, il suo organo dell’’800 e un giovane e stupendo organista, accompagnato da una altrettanto giovane e bravissima soprano.
Vibrano anche le corde del tuo cuore.
Vibrazioni che ti riconnettono a momenti lieti, ma anche a momenti mesti e tristi. Si crea una connessione energetica così profonda, così potente che commuove ♥️
Il programma di “Cantate Domino” ha spaziato tra brani di grande intensità, con pezzi scelti per esaltare le qualità espressive dell’organo e la voce di Silvia, capace di essere allo stesso tempo potente e delicata. La performance ha messo in luce la straordinaria versatilità dello strumento Mascioni Marin, che ha risuonato tra le navate antiche con una presenza avvolgente.
“Cantate Domino” è stato molto più di un concerto: un viaggio spirituale fatto di suoni e voci, un momento di intimità e grazia nel cuore di Velva.
Velva – 3 agosto 2025
Profumo di erbe nell’aria, passi lenti tra case di pietra, parole che curano.
Sussurri di Velva ha riunito saperi antichi, arte contemporanea e gesti di comunità in una giornata dedicata al mondo vegetale — e al modo in cui ci parla, se siamo pronti ad ascoltare.
Il pomeriggio si è aperto con una passeggiata guidata alla casa della farmacista, parte del Museo contadino di Velva, MuVel. In quello spazio sospeso nel tempo, i partecipanti hanno riscoperto gesti e rimedi quotidiani, il sapere pratico di chi curava con ciò che la natura offriva: infusi, unguenti, decotti, raccolti nei ritmi lenti delle stagioni.
A seguire, in un angolo raccolto del borgo, si è tenuta la conferenza del Dott. Andreoli, che ha approfondito il rapporto tra erbe officinali e benessere, tra tradizione contadina e approccio scientifico.
L’attenzione del pubblico e la partecipazione attiva hanno confermato quanto questo tema sia vivo e sentito, tanto da ispirare nuove attività che l’associazione svilupperà già a partire dalla primavera 2026.
Sotto il volto di Velva, tra archi in pietra e ombra densa, ha preso vita la mostra “Amnesia” dell’artista Daniela Spaggiari. Le sue opere, intime e stratificate, hanno dialogato con il tema del giorno evocando la fragilità della memoria, l’eco del non detto, ciò che rischia di svanire — proprio come molti saperi legati alle piante.
Nel tardo pomeriggio, l’artista ha condotto il laboratorio esperienziale “Il fiore interiore”. Novanta minuti di esplorazione creativa e silenziosa, in cui ciascun partecipante ha dato forma, colore e materia al proprio legame con la natura. Un momento di ascolto profondo, personale, trasformativo.
La serata è proseguita con un apericena all’aperto, dove le erbe sono tornate protagoniste anche nel gusto: Hugo spritz preparato con sciroppo di sambuco e menta fresca, salvia fritta croccante, assaggi pensati per accompagnare il tramonto in un’atmosfera conviviale, rilassata e leggera.
A chiudere la giornata, la proiezione del film “Erba di Grace” ha offerto un tocco di ironia e leggerezza. Tra sorrisi e riflessioni, il pubblico ha condiviso l’ultimo momento di un percorso fatto di scoperte e connessioni.
Sussurri di Velva ha saputo unire storie, saperi, immagini e sapori. Le erbe, le loro proprietà, la loro voce simbolica e concreta, sono diventate occasione per riscoprire un legame profondo con il territorio, il tempo e noi stessi.
Una giornata che lascia tracce. E nuovi semi da far crescere.
Tra i vicoli di Velva ritornano le corse gioiose dei bambini.
In un pomeriggio d’estate, i caruggi del borgo si sono trasformati in un colorato campo di gioco, animato da grida allegre, strategie ingegnose e tanto spirito di squadra. Con la Battaglia a Nerf – Capture the Flag, Velva ha ospitato un’avventura che ha unito gioco, movimento e collaborazione in un’esperienza indimenticabile per grandi e piccoli.
Bambini di età diverse si sono uniti in squadre affiatate, pronti a scoprire nascondigli tra le pietre antiche e ad affrontare le sfide con entusiasmo e fair play. L’obiettivo? Conquistare la base avversaria e catturare la bandiera, coordinandosi con i propri compagni in una corsa tra emozione e immaginazione.
In un’epoca in cui la tecnologia spesso isola, questa giornata è stata un ritorno al contatto umano, al gioco all’aperto e alla fantasia condivisa. I sorrisi, le urla di gioia e gli abbracci finali raccontano molto più di una semplice partita: parlano di amicizia, di collaborazione e di un paese che continua a vivere grazie all’energia delle nuove generazioni.
Un grazie speciale a tutti coloro che hanno reso possibile l’evento: dai piccoli partecipanti ai volontari che hanno organizzato e supervisionato ogni fase della Battaglia. È anche grazie a questo spirito di comunità che Velva si conferma un luogo dove l’infanzia può ancora correre libera tra i vicoli.
Quando avrai caricato tutte le foto, posso aiutarti a scegliere l’ordine narrativo e rifinire l’articolo completo con gallery o sezioni specifiche.
Venerdì scorso, Velva si è trasformata ancora una volta in un luogo di comunità, bellezza e calore, grazie alla serata di Cinema Sotto le Stelle. Sotto un cielo estivo — che si è aperto giusto in tempo dopo una mattinata di pioggia — abbiamo condiviso non solo un film, ma un momento di festa e di appartenenza.
Il film scelto, Un Mondo a Parte, ha toccato profondamente il cuore del nostro piccolo borgo. Come la storia che racconta, anche Velva ha conosciuto il silenzio e lo spopolamento, ma ora sta vivendo una rinascita. Le nostre strade rinnovate brillano, così come lo spirito di chi sta riportando vita in questo luogo speciale.
Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il preziosissimo contributo dei nostri volontari. Dal Consiglio Direttivo agli otto aiutanti che hanno cucinato, allestito e servito con entusiasmo—il vostro impegno ha reso la serata fluida, accogliente e indimenticabile. Avete trasformato una fresca notte estiva in un abbraccio collettivo.
L’atmosfera era magica: risate tra i piatti preparati con cura, il fascio di luce del proiettore, e le stelle che si sono affacciate proprio nel momento giusto. Stretti nei giubbotti, nonostante fosse luglio, abbiamo sentito tutto il calore della comunità. Insieme, stiamo costruendo qualcosa di importante.
Grazie, grazie, grazie a ogni volontario. Con le vostre mani e i vostri cuori state dando forma al futuro di Velva, una notte stellata alla volta.
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